Mentre Calpurnio cercava di raccogliere da terra il coraggio e i pantaloni calati con fare goffo e imbarazzato, il Dott. Lambretta si stava già togliendo i guanti di lattice.
mercoledì 21 settembre 2011
lunedì 18 ottobre 2010
domenica 26 settembre 2010
Una giornata a Venezia
La città senza strisce pedonali.
La Firenze eternamente allagata.
L’Amsterdam del sud Europa.
La città del Mose.
Mosè.
Che la divise dalle acque.
Col Mose.
Acqua alta.
Gondole ovunque.
Taxi senza ruote.
Umidità del manto stradale.
Turisti americani.
Bella pizza.
Bello Lido.
Bello George Clooney.
Ancora acqua.
Chiesette qua e là.
Edifici storti.
Persone diritte.
Sotoporteghi sporchi di carnevale.
Fragole marce.
Morti a Venezia.
Nebbia grigia.
Acqua verde.
Calli.
Calli strette.
Turisti tedeschi.
Turisti tedeschi obesi.
Turisti tedeschi obesi incastrati in calli strette.
Acqua in abbondanza.
Pesce nell’acqua.
Puzza di pesce.
Pesce nell’aria.
Frasi piene di ics (x).
Il serenissimo campanile.
Turisti giapponesi.
La guida con l’ombrellino rosso.
Le fotografie.
Becchime a peso d’oro.
Da tutto il giorno loro ti scrutano dall’alto.
È il pianeta dei piccioni.
sabato 21 agosto 2010
Il Grande Gioco delle Catene Associative presenta: Rosso.
Libretto
Mao
Maramao perchè sei morto
Cossiga
Flaccidume
Marciume
Putrido
Porchetta
Viali
Peripatetica
Aristotele
Motore primo
Frizione
Freno
Incidente
Semaforo
Rosso.
venerdì 22 gennaio 2010
Manicaretti
Il cravattino gli sta un gran bene. Se lo stringe, si controlla la barba appena fatta, infila la giacca di lino e se ne esce dal suo appartamento, poco dopo pranzo. Sul ballatoio del piano sottostante incontra la signora Elvira, ferma nella tromba delle scale, sommersa da tre pesanti sacchetti della spazzatura. Senza perdere un secondo di tempo Piero interviene, aiutandola a portare fino al piano terra i sacchetti, per poi congedarsi con un sorriso. Elvira ricambia prodigandosi in ringraziamenti, e convenendo col portiere del palazzo che Piero è proprio un ragazzo perbene, e sa come comportarsi con le donne di una certa età.
Sono le 14:08, e Piero è diretto al supermercato dietro l’angolo: deve fare la spesa per la cena, aspetta ospiti per le 21:00, e ha tutta l’intenzione di cucinare dei gustosi manicaretti. La lista della spesa comprende finocchietto, besciamella, cotto di Praga, erba cipollina, controfiletto di manzo, formaggio caprino, burro altoatesino, uova di storione, avocado, spremuta di pompelmo rosa e pane di Altamura. La coda è sempre lunga al reparto gastronomia, considera Piero, ma del resto che ha da fare? È pur sempre estate, e di lavoro si torna a parlare a settembre, la contabilità della banca può attendere. Certo che ventisette persone davanti non son poche. Una coda lunghissima e inattesa, quella del supermercato di Via Nazario Sauro, che si snoda ormai lungo tutto il corridoio centrale del negozio, dal reparto pelati a quello gastronomia, passando per il banco surgelati.
Alle spalle di Piero c’è un anziano chiuso in un cappotto pesante, coi capelli arruffati, Povero, sarà un vagabondo, pensa il ragazzo, meditando se cedergli il posto o meno. Ma all’improvviso, a sorprenderlo assorto nei suoi pensieri, arrivano delle voci irose, di due donne che si contendono il posto dieci metri dietro di lui. Sono arrivata prima io – Se lo scordi il posto, non ho intenzione di passarci la vita, in questo supermercato. Piero abbandona il suo posto, facendo segno con la mano all’anziano di avanzare pure senza problemi. In fondo al supermercato c’è tensione: le due donne non accennano a smettere, quando ecco che il prontissimo Piero appare in fondo alla coda, con le braccia allargate in posa messianica, dicendo: Signore, se non vi dispiace, se permettete, mi metto io in fondo alla coda, cosicché avanzerete tutti di un posto, e non ci sarà motivo di litigare oltre. Le due donne, incredule, un poco umiliate da tanta generosità, senza proferire verbo avanzano lasciando l’ultimo posto a Piero. Non hanno più il coraggio di guardarsi negli occhi a vicenda.
Solo all’alba delle 20:14 Piero rientra a casa. Il suo è stato un pomeriggio pesante ma a suo modo esaltante: ha affrontato una coda senza fine, lasciando passare avanti tutti, uno alla volta.
Prepara la cena per tutti gli invitati.
Sono le 21:03 e il cibo è caldo, pronto da sevire.
Alle 23:25 non è arrivato ancora nessuno, e Piero non ha toccato cibo.
Alle 23:58 Piero sparecchia, congela gli avanzi della cena, spegne le luci di casa.
Venti minuti dopo, sta già dormendo.
sabato 28 novembre 2009
Cruccy
Sergio non credeva ai miracoli, ma un giorno, fuori da un caffè, trovò la risposta ai suoi crucci.
"Si puo ordinare nel regime di Online – la qualita del produttore – il 100% dell’azione utile
Le opinioni dei nostri clienti:
- Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo.
- La cosa migliore del Vi e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota»,
rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola). Quando prendi coscienza del Vi, questo puo anche stare un grande regalo per la compagna. C’e solo un consiglio: non le dica, che lei prende il Vi: l’apprezzamento di se’ stesso femminile e` anche molto suscettibile.
- confezione confidenziale
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- non c’e bisogno di aspettare a lungo – la consegna nel corso di 2-3 giorni
- ordinazione comoda e confidenziale nel regime di online.
- Online -negozio di licenza
- nessuna spesa nascosta
Ordini oggi e dimentichi delle sue delusioni, delle lunghe paure del rifiuto e le situazioni dolorose ripetibili."
Il giorno dopo, il sole calò sulla città alle 21e38.
martedì 27 ottobre 2009
Poesie in forma di Bondi
L'I-Pod
Esecutore immanente
Mela cotogna
Pastore di popoli
Emiliano Zapata
Cavallo fumante
Sigaro anelante
Mustacchio sbarazzino
Fucile sparato
Pedro adelante
Alessandro Manzoni
Piazza vuota
Pensiero sacro
Pensiero biricchino
Colonna infame
Ministero dell'Istruzione
Alberto Moravia
Io e lui
Agostino impacciato
Indifferenti annoiati
Roma borghese
Cazzi ovunque
Rocco Siffredi
Trono duraturo
Libro infinito
Schiappa al tressette
Garibaldino tardivo
Eroe dei due lombi
Sandro Bondi
Ombrelli chiusi
Tazzine sporche
Ceneri di Gramsci
Mutande sgommate
Capelli corti
Trucido cappone
Occhietti afoni
Pelle afona
Pugno chiuso
Pugno aperto
Cuore smerigliato
Stipsi orgogliosa
Do di petto
Parole ponderate
domenica 30 agosto 2009
Wimble.doc
Il Traghetto Mangiamerda parteciperà al torneo Wimble.doc.
Approfittando di un vuoto legislativo, i ragazzi del Mangiamerda si sono inflitrati nel suddetto torneo e ora li potete vedere, vestiti di tutto punto, ai blocchi di partenza. Non ci sono nemmeno tutti. Uno di loro chiede insistentemente all'arbitro dove sia la toilette.
Ma diamine - direte voi interrompendo questo vano sproloquio - cotesto Wimble.doc cos’è? Stai a vedere che è la solita ruberia.
No, tranquilli. Leggete qui sotto.
Qui parte la citazione:
Wimble.doc è il primo torneo mai organizzato di racconti a squadre in Rete.
CHI L’ORGANIZZA?
Wimble.doc è ideato e progettato da Alessandro Milanese, Enrico Piscitelli e Alessandro Romeo.
CHI PARTECIPA?
Otto squadre, otto! Riviste letterarie, fanzine, blog collettivi e squadre costituite all’uopo per vincere il torneo più cool della Rete.
QUANDO SI GIOCA?
Si comincia i primi di settembre e si finisce a metà dicembre.
PERCHÉ PARTECIPARE A WIMBLE.DOC?
Per fare rete, per mettere insieme chi fa cultura, per divertirsi, per il piacere di scrivere, per conquistare lettori, per farsi conoscere, e per vincere!
Qui termina la citazione.
Dunque, per seguire le tragicomiche disavventure letterarie dei ragazzi del Traghetto, i loro buffi capitomboli grammaticali, la loro slapstick comedy linguistica e il loro slancio vanziniano, vi basterà consultare il sito del torneo con assiduità, oppure in un momento di malessere e melanconia, nelle notti di luna piena.
Astenersi licantropi, individui altamente alfabetizzati e perditempo.
martedì 7 luglio 2009
Di cosa staranno parlando?
Le opinioni dei nostri clienti:
- Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo.
- La cosa migliore del Vi e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota»,
rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola). Quando prendi coscienza del Vi, questo puo anche stare un grande regalo per la compagna. C’e solo un consiglio: non le dica, che lei prende il Vi: l’apprezzamento di se’ stesso femminile e` anche molto suscettibile.
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lunedì 15 giugno 2009
Ipotesi sulla Guardia Nazionale Italiana.
INDIZI (non è indispensabile leggerli, possono suscitare crisi di riso isterico associate ad acidità di stomaco): camicia color kaki - senape con l'effigie dell'aquila Imperiale Romana sul braccio sinistro, bandiera Italiana sul braccio destro, ruota solare incandescente con fascia sul braccio sinistro, sull'avambraccio sinistro fascia divisionale con ricamata la scritta individuale dei vari gruppi di appartenenza.
Sul pettorale destro scudetto con sovra impresso - GUARDIA NAZIONALE ITALIANA - PER SERVIRVI E PROTEGGERVI - Giubbotto in pelle nero ¾, altresì giacca a vento color nero - kaki modello sahariana- Cinturone nero con spallaccio- Cravatta nera- Scarponcini neri – stivali- Tessera di riconoscimento di appartenenza all’ente- Tessera di Riconoscimento con placca esclusivamente per gli appartenenti alle G.P.G.
La Guardia Nazionale Italiana viene dotata di mezzi stradali, navali e aerei, dotati dei sistemi di emergenza visivi e sonori, previsti dalle vigenti leggi e/o normative. I colori d'istituto sono il grigio, il grigio-verde, il nero e il bianco. Il nostro impegno è finalizzato alla salvaguardia, tutela ed assistenza dei cittadini Italiani. Per far questo ci siamo strutturati in diversi settori di attività:
* protezione civile;
* protezione eco-ambientale;
* protezione ittico-faunistico-venatorio;
* protezione zoologica;
* promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane; con particolare riferimento all'Impero Romano.
* promozione e coordinamento di iniziative di responsabilizzazione civica, di moralizzazione e di convivenza tra gli Italiani, anche prestando la propria assistenza ai cittadini al fine di garantire agli stessi la possibilità di partecipazione democratica a manifestazioni pubbliche, convegni e congressi organizzati da movimenti, partiti ed associazioni;
* agevolare la partecipazione e l'aggregazione dei cittadini alla vita civile, sociale e culturale, contribuendo alla formazione dei progetti di sviluppo civile e sociale della comunità Italiana attraverso la partecipazione attiva dei suoi soci;
* svolgere attività di protezione civile nelle forme e nei modi previsti dalla L. 24 febbraio 1992 n. 225 ed ai sensi del D.P.R. 21 settembre 1994 n. 613, in casi di pubblica calamità;
Tratto da http://www.guardianazionaleitaliana.org/
ED ECCO LA DOMANDA: CHI SONO COSTORO?
- Guardiacaccia.
- Squadristi.
- Militi ignoti.
- Paninari.
- Impavidi aviatori, risposta italica ai fratelli Wright.
- Dementi.
- La frangia più estrema di Greenpeace.
- Personaggi della sesta serie di Lost.
- Membri misconosciuti del PD.
- Licantropi.
- Il cast del Bagaglino.
- Dei veri fusti.
- Schegge impazzite di questa società. (Che pazzo, pazzo mondo.)
- Nazisti zombie.
- Fan di Michael Jackson.
- Comparse di un film sul ventennio scappate da Cinecittà.
- Fantini sadomasochisti.
- Marxisti-Leninisti.
- Uomini che non devono chiedere mai.
- Padri premurosi.
- Un terribile deja-vu.
- I vicini di casa che vorremmo tutti avere.
- Filologi classicisti vecchio stampo.
- Individui sommergibili, ignifughi, incorruttibili. In una parola: Italiani.
- Bracconieri.
giovedì 5 marzo 2009
martedì 24 febbraio 2009
De gustibus, cari miei.
Dalla Fournier c'era un vecchio cliente che chiamavano il Cavaliere, e che aveva l'abitudine di venire regolarmente ogni sera per un rito tanto semplice quanto strano; sbottonava i calzoni e bisognava che ognuna di noi, a turno, venisse a cacarci dentro. Dopo essersi riabbottonato, se ne andava lesto lesto, portando via il suo fagottino. Mentre lo servivamo, si masturbava un po' senza giungere mai all'orgasmo e non si sapeva neppure dove andasse con i calzoni pieni di merda.
da Le 120 giornate di Sodoma
di D.A.F. de Sade
domenica 15 febbraio 2009
domenica 18 gennaio 2009
Bombe di merluzzo
Da ragazzino prendevo delle pasticche di fosforo, erano grosse, grosse come proiettili. Era olio di fegato di merluzzo, allora si diceva fosse utile per rinforzare la memoria.
Ora ci sono pure le bombe al fosforo, usate dall'aviazione israeliana.
Tuttavia ho come l'impressione che questi ordigni non siano utili né a rinforzare la memoria, né a celebrare degnamente il "giorno della memoria".
Doppia razione di merluzzo per Israele, e al più presto.
Possibilmente in compresse, non in bombe.
Grazie.
venerdì 16 gennaio 2009
giovedì 15 gennaio 2009
giovedì 8 gennaio 2009
Bacilli
In casa mia c'è un uomo che soffre.
È un mio amico.
Si rotola sotto le coperte canticchiando in falsetto it's the final countdown.
Ha 39 di febbre.
Forse anche di più.
Ha gli occhi arrossati.
Ma soprattutto, puzza.
Ciò vuol dire che è vivo.
Ieri sera ho bussato alla sua porta per controllare se fosse ancora in vita, ma non mi ha risposto.
Credo abbia preso un brutto virus.
Di quelli che girano in autobus.
Sono grandi, grossi, e pagano pure il biglietto per salire a bordo.
Mi sa che, girando per l'autobus, questi germi si sono ammalati a loro volta.
Ora hanno in corpo dei virus più piccoli.
Il mio amico malato insomma ne ha tanti in corpo, è diventato una matrioska di malesseri stagionali, e prende la tachipirina per tutti quanti i virus che ha dentro.
Però secondo me, sentendo quanto puzza, poco a poco i virus inizieranno a credere che sia il mio amico il germe.
Poco fa ho sentito dei colpi di tosse e un rantolo sordo, così ho pensato di fare un regalino al mio amico, per tirarlo su.
Ho preparato cinque tartine per lui: crackers salati ricoperti da maionese.
Ne va ghiotto.
Poi ho preso un bel vassoio, li ho messi sopra di esso disponendoli ad arte, a raggiera.
Arrivato davanti alla sua camera ho socchiuso la porta sussurrando il suo nome.
Subito sono stato investito da una folata di ottimo profumo di lavanda.
Mi sono bloccato sul posto.
Il vassoio mi è caduto di mano.
Ora i crackers sono tutti rotti per terra, e la maionese riempie le fessure tra le mattonelle.
sabato 13 dicembre 2008
Nascita di un Traghetto
lunedì 1 dicembre 2008
Fede nella paranoia
Una calle vuota.
Un ponticello equivoco.
Un muro che ti guarda storto.
Dietro l'angolo c'è un piccione in astinenza.
Nel sotoportego un vecchio spacciatore di becchime lo attende.
La notte non è più sicura, a Venezia.
Ma c'è un uomo che ha il coraggio di denunciare tutto.
Di denunciare che l'unica cosa capace di riempire il vuoto silenzio delle calli è la paura. Un crescendo di paura, che ti prende allo stomaco vedendo queste inquietanti immagini.
Viene da chiedersi: ma dove sono le fiumane di persone che vediamo a mezzogiorno invadere Venezia? Dov'è la folla quando cala la notte?
Sapete dove sono tutti?
Chiusi in casa, terrorizzati dall'apparente solitudine che ti avvolge nelle calli, unica fredda compagna che ti segue nell'eco dei tuoi passi, fallace fantasma di una sicurezza che non abita più nè qui nè altrove.
"Io so di gente che c'è morta a Venezia.
Di vecchiaia, ma c'è morta."
Aforismi, Libro IV, Enavico
Video reperito su pronta segnalazione del nostro caro spingitore veneziano "El Chico", bipede per scelta, gondoliere a tempo perso.
martedì 25 novembre 2008
Lacan system v3.0
Come ogni domenica anche oggi mi sono recato allo stadio per vedere la partita con il mio amico Jacques. Ci si diverte molto a vedere i calciatori giocare, e quando stiamo insieme io e il mio amico non si tace mai. I commenti si sprecano, dai più morbidi a quelli più ruvidi, non risparmiamo nessuno, e in certi momenti finiamo con il commentare per intero il match a cui assistiamo. Le partite migliori, si sa, sono quelle che regalano molti gol e molti clamorosi errori. Io e Jacques abbiamo visto succedere di tutto in campo, traversoni, falli da dietro, entrate dure, uscite avventate, ma le cose più interessanti si vedono in tribuna: vecchietti claudicanti, anziani arzilli con le gote arrossate dalle frequenti bevute al baretto, bestemmiatori professionisti, in grado di trovare ogni domenica una nuova via per offendere il Signore; i bambini delle scuole calcio, con le loro tute scudettate nuove di zecca, che si rivelano spesso vecchi tromboni in potenza non appena aprono bocca; le ragazze dei giocatori (...). Ma oggi a vedere la partita c'era pure un prete. Sì, proprio così, un prete. Aveva un cappello tondo dalle larghe falde, un corpo magrissimo avvolto in un lungo abito nero che copriva le sue gambe accavallate, il viso pallido e allungato la cui espressione era minimamente schermata da un paio di occhiali da sole dalle lenti piccole e circolari. La sua bocca era larga, e in essa, sommo stupore, affondava un piccolo lecca lecca rosso retto da un'asticella di legno lunga almeno venti centimetri.
"Sai come la penso." disse Jacques. Gli risposi: "Lo so, non dire nulla." Stavamo sì guardando la partita, commentandola, ma la presenza a pochi metri da noi di questo prete ci distraeva enormemente. Ogni tanto mi voltavo a destra e capivo che lui mi stava guardando dato che, nonostante fosse sempre rivolto in direzione del campo, nasceva un esplicativo sorrisetto sulle sue sottili labbra. Al 65' arrivò il gol, un gol bruttissimo, nato da una papera colossale del portiere. "Il portiere -considero io piegandomi a sinistra con tutto il busto verso Jacques- l'ha proprio battezzato fuori questo campanile..."
"Ben detto. Mi piace questa." rispose ad alta voce il prete voltatosi nel frattempo nella nostra direzione, chinando poi lievemente il capo e calandosi gli occhiali sul naso fino a far intravedere la mezzaluna superiore dei suoi osceni e provocanti occhi, stringendo tra le labbra richiuse il lecca lecca.
"Bene, io me la squaglio." disse Jacques guardandomi negli occhi dopo un momento d'immobilità. Così fu, e io lo seguii di buon grado senza voltarmi indietro.





