pudenda
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giovedì 25 agosto 2011

ASS WHITE SHOT

sabato 15 gennaio 2011

stornello V

Quer capoccione dell'amico mio
dice che l'omini so come le fojie
ner senso der poeta? Gl'ho domannato io
Dice de no, ner senso che dice su mojie

A quanto dice sor Carmela ai quattro venti
l'omini so come e grattachecche
se sentono tanto gajardi e impertinenti
tutti cor petto in fori e dritti come stecche

ma basta no sbarluccico de sole
e se squaglieno come la neve d'aprile
tutta sta caciara e s'ammosceno co du parole
peggio de le pecore che torneno all'ovile!

domenica 9 gennaio 2011

stornello IV

L'amico mio co na capoccia tanta
dice ch'è così grossa pe' un motivo
è piena de certe idee che dio le manna
che manco Einstein se fosse ancora vivo

Una de ste meglio idee tra le tante
è de fa un lago de ghiaccio ner deserto
pe facce pattinà l'arabi cor turbante
meglio de Mosè ch'ha fatto er mare aperto

Dice che tanto quelli c'hanno i sordi
che gl'escono fori come l'oro nero
se penza che so' fessi come i tordi
c'avesse du piotte c'annrebbe pe davero

Io ce lo vedo co quella capoccia
annà dar berbero sopra ar cammello
quello a sentì der ghiaccio lo manna in cappadoccia
e torna a casa masticanno sto stornello

sabato 8 gennaio 2011

stornello III

Dice l'amico mio cor capoccione
che solo er cielo c'è rimasto de sto monno
vorrebbe facce un viaggio co' un pallone
fasse un ber giro tonno tonno

Gira e rigira sempre qua ritorni
glie dico io per sfotterlo un pochetto
Dice armeno me levo de torno un par de giorni
e quanno che ritorni stai solo soletto

Dimio così pe fasse passà l'ore
mica ce credemio pe' davero
semo così amici che se gliò chiedo mòre
come na gazza che schianta giù da 'n pero

Dice domani vedemio è n'artro giorno
a dì così morimio de vecchiaia
come er cane de Giggi che nun c'ha i denti e manco abbaia
quasi quasi capocciò io me levo de torno

venerdì 7 gennaio 2011

stornello II

N'artro giorno incollato a sta finestra
a smiccià de fori quello che se move
cor piatto ancora caldo d'a minestra
niente niente che tra poco piove

Invece manco du gocce gnente de gnente
me butto sur divano a legge un poco
de fori ce sta sempre meno gente
fosse per me a sto monno glie darebbe foco

Chiamo l'amico mio quello capoccione
dice che anche da lui nun vola na foija
glie chiedo che se dice ner rione
che voi se dica? S'arrotolamo nella noija

Dice che Giggi c'è rimasto poveretto
se stava a scavallà sopra un cantiere
è annato come na pera giù dar tetto
pe' llui sto sabbato niente barbiere

giovedì 6 gennaio 2011

stornello

M'è scesa na gran tristezza dentro ar core
come quanno vedi un cane che se more
la gente sta sempre a còre e poi s'affanna
li guardo dietro ar vetro che s'appanna

er core se ce l'ho ancora non lo uso
me stamperei da solo un carcio ar muso
pe' vede quanto sangue n'esce fori
perchè se manco vivi allora mori

scrivo all'amico mio che me capisce
co' la capoccia tonna piena de pensieri
che nun se svota manco quanno starnutisce
glie scrivo pe' dì che lui è de quelli veri

che vanno in giro con l'occhi sbarati
a vede tutta questa meravija
che un giorno ar monno semo capitati
er giorno dopo chi ce se ripija!

lunedì 25 ottobre 2010

strade

Seduto all'aperto al tavolo di un bar Rama osservava le scarpe di tutti i passanti.
Hai superato i trent'anni, gli diceva Anna, é ora che trovi la tua strada.
Rama ditolse lo sguardo da terra e fissò il tappo di sughero posato accanto alla bottiglia sul tavolo accanto. Per un momento guardò Anna, poi prese il tappo, lo fece scurire sulla fiamma della candela del tavolino al quale erano seduti, traccio col nero del tappo una linea a terra, sull'asfalto, che terminava con una freccia.
Fissò Anna negli occhi, Ci provo, le disse.
Si alzò e inziò a camminare in direzione della freccia appena tracciata, perdendosi nel traffico.

giovedì 21 ottobre 2010

caffè

Anna ogni tanto, dopo minuti di silenzio, mi chiede a cosa penso.

Mi sembra sia rimasto tutto come ai tempi di Gozzano -le dico- le signorine in pasticceria che bevono il ciccolatte e si sciolgono per qualche novello dannunzio, forse con ancor meno arte. I progetti e i programmi futuri, la nuova passerella universitaria dove sbrigarsi e fare in fretta ad arraffare, tenere gli occhi aperti al buon partito. I tavolini pieni, gli spritz malfatti senza il vino fermo, le ballerine nuove e gli stivali di stagione. Le diete per snellire i fianchi, i pantaloni per fasciarli bene, le gonne corte o lunghe, dipende dalle gambe, le mode che cambiano e ritornano. Ci sono i telefoni è vero, le televisioni i computer. Niente più lettere profumate scritte a mano, niente più lacrime a bagnare le pagine o ciocche di capelli come pegno. Qualche messaggio d'amore sul telefonino, che passa di mano in mano sugli smalti colorati che guardo sempre con attenzione maniacale. Non più teatri ma concerti e aperitivi, dove conta ancora esserci e narrarsi, non mancare le occasioni.

Di solito Anna mi interrompe annoiata. E tu, mi chiede, cosa vorresti fare?

Io starei qui al bancone a bere i miei caffè, guardare attorno tutti che si accalcano, annoiarmi un poco, annoiare, per qualche anno almeno.

mercoledì 4 agosto 2010

zeppe

Lo vedi? Anche i piatti ormai sono quadrati, Dico a Lucia che continua a fissarmi in silenzio.
Poi si alza e accende una sigaretta. Per questo hai scritto mille volte sul muro ODIO LE SCARPE CON LA ZEPPA ?
No, le rispondo sorpreso. Ma preferisco i sandali intrecciati.

giovedì 22 luglio 2010

1/3

Mi sono sempre chiesto
quelli che parlano sempre in terza persona
è perchè si vergognano della prima?

martedì 21 luglio 2009

montaggio sokkomb!

sokkomb: la giustizia fai da te!


Ikea, una ghigliottina da montare
provocazione contro la giustizia 'fai da te'
Nel parcheggio del punto vendita di Casalecchio a 99 euro
La ghigliottina esposta allIkea

Si chiama "Falegnameria Sociale" il collettivo di "designer-contestatori" che sfruttano la valenza simbolica degli oggetti prodotti in serie per lanciare messaggi di provocazione. Sabato il primo blitz di quella che si annuncia come una lunga serie: nel parcheggio del negozio Ikea di Casalecchio hanno montato una ghigliottina di abete massiccio, smontabile e modulare come i mobili della catena svedese, per sensibilizzare sul tema della "giustizia fai da te".

Tra i passanti, chi si informava sul prezzo dell'oggetto (sul cartellone pubblicitario creato per l'occasione la cifra indicata è di 99 euro), chi dopo aver pensato allo scherzo, si stupiva per l'efficienza della lama, "Accidenti, questa taglia davvero", è stato il commento di un acquirente, mentre una mamma premurosa ha osservato: "L'Ikea non dovrebbe fare ghigliottine, i bambini potrebbero tagliarsi".

I designer hanno una loro pagina su Facebook per raccogliere commenti, mentre annunciano una campagna di blitz inaspettati e pubblicità ambigue, che lasciano intendere un seguito "a puntate", proprio come quelle di solito usate dalla catena svedese. Informazioni e aggiornamenti su: http://www.facebook.com/pages/Sokkomb/110486106119

(20 luglio 2009)

domenica 7 giugno 2009

Sandokan!


Ma dico, ci voleva tanto a chiamare le cose col proprio nome?
Arrivano a frotte con la stessa cadenza delle bollette, si installano nelle nostre case, nelle nostre strade, nei nostri giardini. Con arroganza ci ronzano intorno, attentano ai nostri cibi, alle nostre donne e ai nostri bambini. Si infilano dappertutto, se colti sul fatto se la danno a gambe. Non parlano la nostra lingua, si mimetizzano, ci sembrano tutti uguali.

Ora basta. Tremate barbariche bestie, l'italico giardino non vi teme:
è arrivato Sandokan!

giovedì 7 maggio 2009

Semitono

Al termine del nostro reciproco elenco di amarezze J mi dice:
"chiudiamola con una nota positiva"
Apro lo sportello della macchina controllando di avere nella tasca le chiavi del cancello.
Guardo J al volante. "Si" gli dico.
E lo vedo partire nella notte.

domenica 25 gennaio 2009

wiry

Dagli archivi personali di Lenin, recuperiamo il primo video della giovinessa De Giacinto, quando ancora collaborava col soviet di Leningrado e la stopmozione era strategia di sovversione.
Strabuzzate il foro occipitale.

martedì 20 gennaio 2009

playtime

Eccolo nel suo piccolo citato anche il traghetto spilliforme in quest'opera di una giovine giovinessa (Elena de Giacinto) con la strabiliante tecnica della stopmozione, tantissime foto una dopo l'altra che sembra ci sia un movimento che però non c'è.

venerdì 2 gennaio 2009

Bisesto

Angelo Barlotti era nato il 29 febbraio del 1987.
Per questo nessuno lo prendeva mai sul serio.

sabato 13 dicembre 2008

SCACCHISTI IN RIVOLTA

Sotto accusa Il caso Ivanchuk: rischia la squalifica perché, sconfitto, ha devastato una sala da tè ed è fuggito senza fare il test
Scacchisti in rivolta: no all'antidoping
La Federazione Fide vuole imporre i test perché ambisce a fare degli scacchi una specialità olimpica

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

BERLINO — Vive nel suo mondo, ha le sue stranezze, è lo scacchista più eccentrico del momento, Vassily Ivanchuk. Ma non per questo si può accusarlo di essersi dopato, dicono i suoi colleghi di scacchiera. Quel giorno, 25 novembre scorso, Olimpiadi degli Scacchi a Dresda, ha perso una partita che doveva vincere, ha preso a calci una colonna, ha messo sottosopra una sala da tè, non ha dato retta — probabilmente non lo ha nemmeno notato — al funzionario della Fide che gli chiedeva di fare il test antidoping. Furioso con se stesso, se n'è andato. Ora, dal momento che rifiutare è come essere trovati positivi, rischia di essere sospeso dall'attività per due anni.

continua... http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_13/danilo_taino_scacchisti_no_antidoping_19af6228-c8cd-11dd-ae8d-00144f02aabc.shtml

venerdì 5 dicembre 2008

colpi di mano

giovedì 16 ottobre 2008

La Gelmini e la bicicletta

Questa cosa la scrivo soprattutto per i veronesi, ma forse no,

per chi c'era anni fa, ora nemmeno saprei dire se due o tre, a Verona, quando organizzammo la protesta e il traghetto si trovò al centro di tutto, catapultati quasi controvoglia a spendere le nostre intere giornate in facoltà, a discutere litigare oranizzare decidere prendersi delle responsabilità rilasciare interviste andare in senato accademico bersi una birra innamorarsi anche alcuni di noi io ad esempio, per l'ultima volta.

Questo pomeriggio sono stato all'assemblea di ateneo qui a Bologna, dopo dieci giorni di assemblee nelle facoltà (a cui non ho partecipato, devo dirlo). Un'aula magna strabordante gente sulle scale nei corridoi per terra. Dinamiche già viste, relatori sconosciuti e autoproclamati, grandi slogan, applausi per chi diceva una cosa e per chi diceva l'esatto contrario. Dissidi, battibecchi, euforia esuberanza, ormoni liberi anche. C'era perfino la biondina che mi piace tanto che non mi guardava nemmeno stavolta.

Al solito gli "autonomi" cosiddetti, come se gli altri fossero invece "dipendenti" di qualcuno, che spingevano per l'occupazione, perchè in altre città lo stanno già facendo e perchè bisogna farlo e basta
un po' come la Chimica da noi, almeno alcuni degli allora esponenti. E sono stato anche stupito di sentire interventi misurati e propositivi opporsi all'occupazione e al blocco della didattica e trovare riscontro.

Poi al solito l'assemblea non terminava e mentre si decideva se votare per decidere se votare o meno sono andato via, perchè con degli amici si andava a cena alle otto.
Dopo cena siamo tornati in facoltà che non è occupata ma c'è la notte bianca. Un atrio invaso di persone, musica, l'aula dell'assemblea stracolma, un saxofono una fisarmonica, raccolta firme per laboratori che partiranno domani. C'era di nuovo anche la biondina e di nuovo non mi guardava.
Poi hanno cantato bella ciao e suonato gli strumenti e centinaia di voci han cantato la canzone che cantavo anch'io tante volte con godimento vero ma stasera no.
Poi c'era proprio tanta gente anche una ragazza sempre bionda ma diversa da quella di prima che in questi giorni avevo molta voglia di vedere e ieri era il suo compleanno e le avevo masterizzato il cd delle "luci della centrale elettrica" che è un disco molto bello e disperato e le ho chiesto se le era piaciuto e lei mi ha detto che l'aveva sentito solo dei pezzi e non l'aveva presa un granchè. Allora io poi non sapevo cosa dirle e cercavo con gli occhi se in mezzo alla folla c'era magari il Jotti o Dolores o Giulia o Valentina o Riccardo ma non vi ho visto forse eravate al pianoterra.

Allora per la seconda volta in due giorni, l'altra era stata nei camerini di Zara mentre mi provavo un maglione marrone, mi è venuto da piangere e ho detto a Paolo che mi slegasse la sua bici dalla mia che io andavo a casa. E in bici allora ascoltando delle cover cantate da Cat Power di tono abbastanza triste e pedalando con un po' di buio cercavo di fare dei gran respiri che mi sono accorto che una delle poche cose che mi fa felice è andare in bicicletta con la musica e correre veloce contro l'aria.

Insomma mi è tornato un po' il pensiero che io i momenti di condivisione cosiddetti con la mia generazione ce ne sono stati due: con voi a Verona in quelle giornate strane e alla manifestazione dei tre milioni della cgil che per la prima volta l'inno nazionale mi è sembrato anche un po' mio.

Per il resto continuo a sbattere la testa dappertutto e non esce sangue.

Per protesta stasera occuperò il mio letto.

Michele