Il traghetto nella straziante elegia di se stesso,
più un altro impertinente giornaletto,
più le magliette e i quadretti del beccaccino:
ABBALERA VERONETTA:
ALLAH RTP O'LLUTION:
ci trascineremo sboccando sangue nel resto dell'estate,
tenete d'occhio le oscillazioni dei lampadari,
siate sensibili ai dolori intercostali,
preparate delle risposte.
domenica 27 luglio 2014
Luigi in tour
mercoledì 21 maggio 2014
Il Traghetto Mangiamerda numero 6
il natante coprofago si sposta direttamente dal selciato alla tomba.
S'ignori e s'ignori:
L'ULTIMO NUMERO
DEL MANGIAMERDA TRAGHETTO
nella libreria Libre in fondo a una birra trappista,
nella libreria Pagina12 sotto a un tappetino,
nella libreria Modo Infoshop
Nonché a svariati eventi mondanissimi a far banchetto,
♥
lunedì 18 giugno 2012
il 28 di questo mese te le rinfacciamo tutte
INCONTRO ANTICIPATO ALLE 18,37
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Da circa un semestre esiste a Verona un bellissimo progetto: Ersilia - Fili Tesi.
Tra una decina di giorni gli entreremo nella mascella a gamba tesa: crack!
Vieni, vieni pure.
venerdì 1 giugno 2012
è uscito il nuovo numero del Traghetto Mangiamerda, Il. Dove è diretto? Cos'è quel ghigno sul volto? Qualcuno lo fermi.

e un timido accenno di interni:
Potete soprendere il numero nelle prime ore del meriggio,
pascolare nelle radure di Verona
bighellonare per le falesie di Bologna
stramazzare dalle feritoie di Padova
Lanciatevi in questa avventura:
Nei commenti di questo post, come tradizione, stipate pure giudizi, pregiudizi, ypogiudizi.
lunedì 21 maggio 2012
la birra che incombe
Questo weekend saremo qua:
C'eravamo anche l'anno scorso, e ne eravamo usciti così: click.
Per l'occasione, due cose:
1: presenteremo al pubblico palato il nuovo numero:
2: comporremo davanti a tutti il numero successivo:
3: elargiremo salaci aneddoti:
venite pure.
mercoledì 29 febbraio 2012
Lady Mangiamerda presenta:
el caballero Eustachio!
e quivi: http://iltraghettomangiamerda.blogspot.com/p/radio.html
e quivi: http://eustachio.indivia.net/blog
e quivi: https://www.facebook.com/events/313479502034037/
La compagnia bella di Eustachio è lieta di invitarvi ad un fluorescente laboratorio artigianale: crea la tua web radio. Nel tentativo di capire come montare una radio, come parteciparvici trasmettendo, come pensare un palinsesto e come dimenticare tutto nel giro di pochi secondi, accompagneremo il tutto con una jam session sottovoce e un buffet di briciole.
Porta dunque un attrezzo tennologico a tuo piacimento (come un portatile, ad esempio). Vedremo di capirci qualcosa.
C’è sete di frequenza.
sabato 11 febbraio 2012
Lo Nuovo monografico!
Lo Nuovo concorso!
Le Nuove protesi per nonno mangiamerda!


- si tratta di un concorso di poesia.
- il numero totale di sillabe dei vostri componimenti dovrà essere un multiplo di 11, ma non sono concessi endecasillabi.
- nella poesia occorre citare obbligatoriamente una profezia maya. ma non quella della fine del mondo.
- il testo deve contenere la parola bellettofagia.
- l'opera andrà inviata entro il terzo quarto di primavera.
- tutti i componimenti inviati verranno pubblicati sul sito.
- al vincitore verrà pubblicata la poesia sul monografico, e verrà stretta la mano da tutta la redazione.
sabato 15 ottobre 2011
ADDIO AL CELIBATO
Un indignitoso omaggetto dal Kolkhoz Mangiamerda al nostro Felicio Milza, che si è sposato. Accogli o Riccardone a guisa di goliardica scudisciata e come segno del nostro amore questo vergognoso e inconcludente raccontino a più mani, e quel che segue.
Noi ti si aspetta al varco.
Vivài sposi.
Aveva degli amici amanti del paradosso, e lo sapeva. E in fondo era lui stesso un fervido praticante dell'obliquità, dell'esagerazione sibillina, dell'insensatezza portata alle estreme conseguenze.
Ma quello che accadde quella sera non poteva in alcun modo prevederlo. Non poteva lui e forse non potevano nemmeno loro.
Quando la puttana cominciò ad agitargli le tette davanti al naso, grandi tette negre e odorose, gli venne in mente la risposta sferzante che avrebbe voluto dare ad un suo alunno, quel pomeriggio. La risposta, per come poteva formularla una mente già confusa dalla tequila e a pochi centimetri da un paio di vastissimi capezzoli, suonava circa così: "forse non ti rendi conto che Gutenberg è morto di crepacuore per molto peggio, piccolo stronzetto."
Lo riportò al presente un violento dolore all'anca sinistra. Carlo gli aveva conficcato una grossa siringa nel braccio, bucando i vestiti e spingendola dentro la carne di diverse dita.
"Cosa stai facendo, si può sapere?"
Carlo non diceva niente, rideva e basta con la sua faccia larga da prendere a sberle. Aveva gli occhi schiacciati e stretti per colpa del riso idiota, con l'altra mano gli toccò con presa decisa il braccio come a voler facilitare il gesto di estrazione della siringa.
Quando smise di ridere, il volto di Carlo si fece serio e quasi timoroso, lo guardò fisso negli occhi e con quel terrore discreto nell'esitazione delle parole, gli chiese quale fosse la differenza tra estetica e logos.
Nel frattempo la puttana continuava a dimenare le sua mammelle rigonfie e allungate come due sacche piene d'acqua.
Lui le fissava l'attacco del seno, appiattito e svuotato rispetto al resto, contava le pieghe, le piccole grinze di quel petto condannato al passare del tempo. Ci vedeva i vicoletti e le strade trafficate di Padova il mercoledì sera. Si immaginava lì, in una di quelle lunghe insenature poppute, seduto e dignitoso, ad accarezzare gattini, quegli stessi gattini che non tanto tempo prima Maria gli aveva cucinato, debitamente spellati e privati delle loro fastidiose unghiette. Un gran zuppone di gattini spappolati, che scivolava giù per il suo gargarozzo come un bambino dal costume pieno di merda sullo scivolo d’un acquapark.
Attaccò quindi con una citazione casuale a braccio di Galimberti, il suo nume tutelare, tanto per dar da mangiare alla stolida facciona di Carlo: “Una virtù (areté) che è cammino verso il centro invisibile e indicibile (árretos) da cui solamente è possibile il dispiegarsi di quelle armoniche circonferenze che sono il diritto, il rotondo, il bello e il giusto. Ma per questo ci vuole altissima conoscenza (méghiston mathémata), quella conoscenza matematica per cui Platone fa scrivere sulla porta della sua scuola Non si entra qui se non si è geometri.”
E fu sulla parola méghiston che, emettendo come un fischio dalle labbra negroidi, un fremito crescente scosse le mammelle e l’intero ventre della scura puttana, tanto forte da farla cascare a pancia all’aria, come una tartaruga dal guscio mollo e flaccido.
Si risvegliò in un cesso che non era il suo al suono ruvido di una verde milonga dei caraibi occidentali. Era probabile che lo sperma tra le sue mani fosse il suo, ma non ci poteva scommettere, perché in questi casi non si ha mai la certezza dell'appartenenza. Dov'era andato Carlo? Forse si era offeso per Galimberti? Lo sapeva bene che Galimberti a Carlo stava sui coglioni, ma se lo meritava: in fin dei conti lo aveva svegliato con una siringa vuota, fosse stata piena almeno. Voleva ritrovare la negra? Dov'era la negra? Per lo sconforto si mise a tamburellare sulle pistrelle bianche del cesso con le dita ancora sporche di sperma, che poteva essere il suo, ma a dire il vero non era tanto sicuro di riuscire a distinguerlo dagli altri con precisione.
In quel preciso momento, da qualche parte oltre l'oceano e la barbarie, ninetto accarezzava le zampine della sua oca da passeggio.
più l'accarezzava più la tensione saliva.
più l'accarezzava e più si sentiva solo.
più l'accarezzava e più dormiva come un ghiro.
gli amanti del paradosso non avevano idea di chi fosse.
all'improvviso fu terribile quello che non gli successe: non gli successe nulla di terribile.
aprì la bocca, ne uscì un pesce. aprì la bocca ne uscì un pesce.
aprì la bocca ne uscì un pesce. aprì la bocca ne uscì un pesce.
aprì la bocca ne uscì un giaguaro. aprì la bocca ne uscì uno stornello:
walter sei il nostro kennedy. oh kennedy. oh kennedy.
boia dio, pensò l'oca, questa è una hit!
Prendo una zattera che ritorna alle barbarie, lo vedo mentre prova ad assaggiare il gusto delle sue dita per capire se la sostanza (denominata: sperma) è un prodotto del suo corpo o altro; la sensazione al palato è simile alla patina che si forma sui gamberetti fritti ed è impossibile stabilirne la provenienza.
La verde milonga prosegue il suo cammino sonoro incurante dello stato d’animo che impegna la cognizione del Nostro che, risvegliatosi in un cesso ancora differente dal suo, arranca tra le sporgenze dei rubinetti e gli asciugatori color panna. L’immagine degli specchi non regala una vista dignitosa e raggiunto qual’era il pomolo della porta s’affaccia sul cortile adiacente la toilette: un piede dopo l’altro, un passo, due passi, le zampine dell’oca da passeggio nel frattempo vengono tranciate, ma questa è un’altra storia, tre passi, una negra popputa, Sciao Ammore! Chi sei?
Ignorando le avance prosegue nel suo cammino eroico verso la meta, un cancelletto lo libera dallo steccato in bianco legno macchiato di bassa qualità, dieci passi, undici, dodici, il sentiero di ciotoli lo guida fino ad una panchina di sassolini assemblati dal cemento; esausto, si siede, respira a bocca aperta, ciondola il cranio appoggiando i gomiti sulle rotule.
Riapre gli occhi, un divano variopinto accudisce le sue natiche, la milonga ha lasciato il posto al rituale di benventuo della casa: Sciao Ammore! Realizza d’avere le dita ancora imbrattate, non ne assaggia la provenienza essendo certo della natura di quella pastella biancastra ma si ripulisce le mani strofinandole sui morbidi cuscini.
Poi la porta si apre e finalmente entra.
Una figura ossuta, erosa dagli anni, che si trascina a stento su delle gambe ormai molli e stanche. Gli occhi, grigi e spent,i sono coperti da grumi di capelli unti e mal curati. Indossa abiti appartenenti ad epoche ormai dimenticate il cui odore fa lacrimare gli occhi.
Riccardo inzia a tremare desidernado di sprofondare nel divano per mai più risalire.
La figura emette un lungo lamento simile ad un clarinetto boemo del sedicesimo secolo ( non al suono del clarinetto per essere chiari, ma al calrinetto stesso) per tredici minuti e trentasette secondi.
- Sei la morte? - Chiede Riccardo al tredicesimo minuto e trentottesimo secondo.
- No, sono il Celibato, Dio can. -
- Ah.... Allora addio Celibato. -
- Addio Riccardo. -
domenica 29 maggio 2011
DOPO LA BIRRA, PRIMA DELLA SPUMA
- C'erano parecchie altre riviste, tutte molto felici perché potevano vedere l'Umilissimo Mangiamerda. Ne cito alcune: costolame, pazzelfo, ignubile, malma, tegliera, aleppo, generAzziode, taccuino all'idrovora. Altre le trovate elencate qua: qua.
- Noi riviste abbiamo parlato tra di noi, alcune provocando un certo imbarazzo per delle cose rimaste tra i denti, visibilissime. Si è parlato di cose belle, primaverili e turgide, come dell'opportunità di costruire una rete per supportarci a vicenda e arrivare meglio al lettore (il primo passo è questo blog: questo blog); della voglia di rendere il BIRRA un evento fisso, a ricorrenza annuale, e importante a livello nazionale; dell'idea di creare un'EMEROTECA DELLE RIVISTE INDIPENDENTI, dislocata potenzialmente in tutta la nazione, con relativo motore opac di ricerca online.
- Birra. Non l'acrostico, l'altra. E molta g.r.a.p.p.a..
- Il Traghetto Mangiamerda si è prodotto in una squisita performance di action compositing, ignorando Gutemberg con sprezzo, risultato della quale è
Un parto invero ancora in corso, per ora sono uscite la testa e una gamba, e che terminerà -tornati a Gutemberg con la coda tra le gambe- in un lampo o poco più. Attendete tutti con gli occhi spalancati e senza respirare, per ora accontentatevi di questa anteprima:IL NUOVO NUMERO
DEL TRAGHETTO MANGIAMERDA.

martedì 17 maggio 2011
MANGIArMERDA e BIRRA!
Raffaele Bendandi pare l'avesse previsto da tempo,
ma come spesso accade non gli avevano dato retta.
DOMENICA 22 MAGGIO
sbarcherà al BIRRA, il festival delle riviste alternative italiane
Una foto:
Per l'occasione, pulviscolari Atteoni,
potrete ammirare le nostre sciocche membra
E
-godere dell'ultimo numero!
-godere del numero dopo!
-godere delle nuovissime spillette!
E non è tutto.
giovedì 24 febbraio 2011
lunedì 18 ottobre 2010
venerdì 1 ottobre 2010
mercoledì 25 agosto 2010
martedì 15 giugno 2010
Retroalimentazione
NUMERO QUATTRO,
primo numero monografico su
LA CITTÀ E LA PSICOSI SECURITARIA
è uscito.
A comprare le sigarette, ha detto -rasentando dal basso la banalità.
Se l'hai già avuto per le mani,
ti invitiamo a lasciare qua
un tuo giudizio,
sul numero, sui testi, sulla grafica, sui disegni,
circostanziato e rotondo.
Se il numero devi ancora averlo, questua qua:
BOLOGNA: Bartleby, via S. Petronio vecchio 30/a
VERONA: *una località verrà indicata a breve*
Oppure scrivici.
Oppure tieni d'occhio questi dintorni: segnaleremo qui imminenti presentazioni.
Nell'attesa, benvengano anche i pregiudizi.
sabato 12 giugno 2010
guai a noi
A: esce il numero 4 del Traghetto,
monografico su La città e la psicosi securitaria.
B: il Traghetto Mangiamerda domani è al BIRRA, a Bologna.
C: spillette.
giovedì 10 settembre 2009
IL PODCAST DEL MANGIAMERDA
Lady Mangiamerda ha le sue cose.
Quando ciò accade, signori miei, meglio starle alla larga. Morde.
Con cautela l'abbiamo seguita, quatti, ai giusti passi di distacco.
E crogiuolo e raschietto e cucchiaio alla mano, sfidando l'anchilosi, ci siamo ripetutamente piegati: a ricuperar del regal mestruo la traccia.
Ed ecco, a voi:
Il Traghetto Mangiamerda ha il suo podcast.
Che diavolo...?
Nato ancillare a RadioTraghetto, è destinato a diventare ben più di una costola di Rosamaria di Sterco. Svincolato dalla gabbia della contemporaneità, caro avventore, potrai ascoltare i nostri migliori prodotti sonori -passati o meno dalla diretta radio- e perfino abbonarti ad essi. Questo è il podcast! Questo è il potere di Greyskull!
Toccami in questi punti:
clitoride: tutti i nostri podcast
capezzolo: ITunes Store
punto G: FeedBurner
dietro l'orecchio: diritti al nostro podcast
Godrai anche tu,
di riflesso.
martedì 8 settembre 2009
Allegria.
Mi sono svegliato con le natiche orrendamente sbottonate.
Mamma, perdonami, eri incolpevole, e io ti ho dato ingiustamente quelle martellate tra i capelli. Troppo tardi ho capito.
Il re del pop, Mike Bongiorno, è morto.
Siamo tutti colpevoli. Guardiamoci in faccia. L'abbiamo ucciso io e tu e tu.
E' morto, e mi gioco il jolly che diventerà una delle icone postume della sinistra.
E' giusto, è morto, e ci piace. Ci piace, oggi, a un anno al primo anniversario della sua morte -in circostanze tutt'ora tutte di chiarire, ricordarlo così. Durante una delle sue prime conferenze nei dintorni di Yale.
Nessuna facile ironia.
Si parla di un essere umano che se n'è andato.
E' difficilissimo.
domenica 30 agosto 2009
Wimble.doc
Il Traghetto Mangiamerda parteciperà al torneo Wimble.doc.
Approfittando di un vuoto legislativo, i ragazzi del Mangiamerda si sono inflitrati nel suddetto torneo e ora li potete vedere, vestiti di tutto punto, ai blocchi di partenza. Non ci sono nemmeno tutti. Uno di loro chiede insistentemente all'arbitro dove sia la toilette.
Ma diamine - direte voi interrompendo questo vano sproloquio - cotesto Wimble.doc cos’è? Stai a vedere che è la solita ruberia.
No, tranquilli. Leggete qui sotto.
Qui parte la citazione:
Wimble.doc è il primo torneo mai organizzato di racconti a squadre in Rete.
CHI L’ORGANIZZA?
Wimble.doc è ideato e progettato da Alessandro Milanese, Enrico Piscitelli e Alessandro Romeo.
CHI PARTECIPA?
Otto squadre, otto! Riviste letterarie, fanzine, blog collettivi e squadre costituite all’uopo per vincere il torneo più cool della Rete.
QUANDO SI GIOCA?
Si comincia i primi di settembre e si finisce a metà dicembre.
PERCHÉ PARTECIPARE A WIMBLE.DOC?
Per fare rete, per mettere insieme chi fa cultura, per divertirsi, per il piacere di scrivere, per conquistare lettori, per farsi conoscere, e per vincere!
Qui termina la citazione.
Dunque, per seguire le tragicomiche disavventure letterarie dei ragazzi del Traghetto, i loro buffi capitomboli grammaticali, la loro slapstick comedy linguistica e il loro slancio vanziniano, vi basterà consultare il sito del torneo con assiduità, oppure in un momento di malessere e melanconia, nelle notti di luna piena.
Astenersi licantropi, individui altamente alfabetizzati e perditempo.












