pudenda

giovedì 18 dicembre 2008

Roma, 15 e 16 novembre - "Daje che semo popo tanti"

Mentre si ringrazia Toni Jop che dal culo dell'Unità mi lancia una sorridente suggestione di okkupare con la kappa, io mi assembleo con altre migliaia, ogni tanto in plenaria, ogni tanto en plen aria, in ogni caso il culo sta a terra e le chiacchere stanno a zero.
Ci si rannicchia nelle pieghe dell'Onda, noi che siamo le scorie radioattive della produzione del sapere. Sole polveroso sull'Adriatico inquinato, noi si risacca sull'asfalto della Sapienza. Se l'onda diventa maelstrom ci ingorghiamo e ci attacchiamo alla marmitta del Sistema. Questo è il rischio. L'Italia è una penisola bagnata da tre lati dal mare, il soffitto e il pavimento sono d'asfalto e i mobili siamo noi che forse stagnamo, ma abbiamo il sale, altro che il Caspio.Ci alziamo con le fasi della luna, noi Onda, noi mare, tsunami che però ai tailandesi vogliamo bene, noi che vogliamo che Fede vada sul satellite. Ma tu, Luna, che cazzo ci fai in cielo? Prenditi Rete 4 e cancella il debito, mentre Fede ti cammina sopra a balzelli, un grande passo per l'umanità.
Manifesto e compro il Manifesto, e a me manca la sfera Acu Grip che mi equilibri la vita, poi giro pagina e penso "Manifesto, hai fallito, vedi di fallire". La rivoluzione è cognitiva a partire dai piselli di Mendel passando dalle forme di Robespierre ad arrivare ai seni di Rosa Luxemburg. No alla mercificazione del sapere che porta alla quotazione dei libri dei baroni, mentre valvassalli e valvassori si danno al baratto delle biro, con o senza cuscinetti a sfera. Cuscini che noi, condannati in cassazione al processo di ristrutturazione a 3 anni più 2 di aggravante, non abbiamo.
Perché la Sapienza ospita, okkupa, ma non conforma i pavimenti alle anche, tanto che a noi un po' ci manca la modalita USA e ARRUSA che ha reso Obama quel che è, negro, epicureo e palestrato. Generiamo conflitto, chiedendo venia ai polli di San Lazzaro, anche perché i bagni sono sei e se la matita e la chiave inglese sono nella stessa piazza, il blocco notes e il cacciavite sono a fare la coda al cesso.
Spacciatori di precarietà vendono fumo, noi abbiamo bisogno di carboidrati e siamo alla frutta ma fuori stagione. Il maggio francese funzionava perché era francese e perché era maggio, cazzo, mica pioveva. Facciamo come in Francia, prendiamo il TGV, coscienziamoci assieme e autoformiamoci, accreditiamoci e votiamo se votare, quando votare, purché il voto non sia dittatura.
Tremonti pimpaci la scuola che noi la crisi non la paghiamo, ma e di questo passo noi la tesi non la scriviamo. Reimpossessiamoci della besciamella e basta panini, tanto se anche entriamo al bar un attimo ad aspettarci fuori rimane la stessa rabbia e la stessa primavera, fumando una sigaretta alle nove del mattino. Venezia ha l'acqua alta, la falda acquifera butterà giù Pisa con la sua torre di certezze, l'Arno straripa il 4 novembre, la Sicilia è incatenata nel mare, la Calabria ha lo Ionio e il Po si assume il ruolo di dio a cui riferirsi nel momento di sconforto, tra lega, leghisti e legali. Per favore se vedete un avvocato che vi aiuta non rubategli il portafoglio.
A noi non resta che il pianto, ondoso anche quello. A noi il fato prescrisse precaria sepoltura e l'unica soluzione sembra mangiare un belgioioso rivoluzionario, sperando che Copernico non sia più una scuola ma un'idea. Di rivoluzione appunto.

5 commenti:

piloro ha detto...

La avverti la mia lingua intrecciata alla tua?

Mi inchino alla tua magnifica ambivalenza.
http://old.demauroparavia.it/81562
http://old.demauroparavia.it/81561

Impara ad usare i tag, pivello.
Spremuta di perineo, qualifiche varie, sii.

Uelcom.

Anonimo ha detto...

che merdaccia.

milza ha detto...

ma chi è questo

tutti i traghettanti ha detto...

http://lh4.ggpht.com/_tC3WUxh7ibY/SUvkaUZz3QI/AAAAAAAAA7M/kg78s230E2k/plv.JPG

ileo ha detto...

ancora m'incazzo quando leggo "USA e ARRUSA".
mi prudono le mani.
e non è la dermatite atopica.
ciao Paolo, sto per tornare.