pudenda

mercoledì 10 agosto 2005

PROVA COSTUME

di Michele Barbolini

Guardatemi bene!
Sono un idiota, sono un buffone, sono un mistificatore!
Guardatemi bene!
Sono brutto, ho un viso inespressivo, sono piccolo.
Sono come tutti voi!
[Tristan Tzara]

Lallallà.
Pepperepeeeeeeeeeee!
Pepperepeeeeeeeeeee!
Mangia la merda prima che lei mangi te.

Ancora qua. Nuemero mezzo, mezzonumero a mo’ di mezzobusto e contro la mezzadria intellettuale. Non si va un tanto a chilo. Nonnonnò.

Mezzonumero leggero per l’estate. Mezzonumero per darvi un po’ fastidio e anche dirvi grazie, voi giovani incoscenti che un po’ ci avete creduto, che con le vostre offerte ci avete sostenuto facendoci arrivare fino qua.
Sìssì, famiglia sempre più larga, saltimbanchi mimi e istrioni si sono uniti nella tenda del traghetto, tenda un po’ circense e un poco ospedaliera, casamatta nella pianura dell’indifferenza.
Mezzonumero a guisa di congedo, l’arrivederci classico rivisitato, per dire che a settembre ci saremo, risciacquati dalle abluzioni estive, con il secondo numero e un monografico che già teniamo nel cassetto.

Per ora qualche consiglio attivo per iniziare al meglio l’anno nuovo, un po’ di spirito mangiamerdista, qualche suggerimento per togliere la belletta alle lectiones monolitiche.
E un grazie a tutti e tutte per la partecipazione numerosa al concorso intitolato a Sergej Šaršun, molti i testi arrivati, imbarazzante la scelta ma il vincitor s’è imposto e lo trovate qui sue queste pagine, in attesa della gloriosa passerella settembrina, con tanto di paiette e nastri rossi, mazzi di fiori, champagne e letame fumante.

Il mondo se ne sta bello fermo, anche con l’adsl e le fibre ottiche, la summer card il digitale terrestre. La verità che è non si muove, incastrato nelle stesse guerre da vent’anni, nello stesso linguaggio farneticante. Noi ci siamo messi in moto, se non vi spostate vi veniamo addosso, non vi scansiamo mica, nonnonnò, muovete il culo pure voi, la merda non aspetta.

Traghettatevi in capo al mondo in questi mesi, camminate lontano, guardate le cose dall’alto se riuscite, via dai fumi della pianura. La merda vi aspetta sulla soglia, al vostro ritorno. Noi saremo lì, immersi fino al collo.

Kippe koppe fefè!
Kippe koppe fefè!
KIPPE KOPPE FEFÈ!
Balù balù balù!

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